Paola Falini si è diplomata all’Accademia di Moda e Costume di Roma, dopo 25 anni d’attività nell’haute couture, ha dedicato al “Saper dipingere”, la sua libera espressione di artista, per poter indagare il visibile e penetrarne i misteri.

Paola segue l’ispirazione, ma in realtà non lascia nulla al caso. E’ uno spirito femminile che utilizza la creatività per comunicare: per ricucire i legami tra gli individui e tra l’individuo e la società. I suoi primi lavori, sono dei quadri-scultura, delle presenze calde, che attraverso le ricomposizioni di cortecce, ricongiungono l’uomo alle sue origini e portano tra le pareti domestiche, le tracce della vita naturale e selvaggia.
Le Opere di Paola sono testimonianze di una storia intima, che ci rappresenta proprio come l’albero che si rinnova, con la scorza che cade a terra. E’ lì che l’artista raccoglie le cortecce, ne studia la trama intricata, ne ammira la superficie scabra e corrucciata, facendole rinascere con un nuovo destino. Una storia, con il titolo “Superfici”, che è stata raccontata nella mostra personale di Piazza del Popolo a Roma del 2015, dove il vestito abbandonato degli alberi ha testimoniato come l’azione della storia, oltre ogni umana aspettativa, rimanga soggetta all’insondabile magistero della natura.
Nel 2016 con la mostra “Sintesi” ” in Via del Corso 528, Paola Falini ha portato sulla tela “CORROSIONI IN CORPO” ovvero il proprio mondo intimo ed emotivo ed ha mostrato l’immagine in primo piano, di torsi e membra nude consumate da una pioggia interiore. Questa ricerca ha prodotto il ribaltamento tra l’immagine esteriore e la vita interiore, per cui è stato lo strato delle sensazioni più intime, a ricoprire la superficie visibile dell’epidermide. Questi corpi sono solo apparentemente concreti e non sono totalmente astratti, ci accompagnano nella terra intermedia tra figurazione ed astrazione, dove è stato collocato il mistero spiazzante di una donna da cui non possiamo ricavare delle informazioni: non viene identificata una persona, una condizione, un momento storico; di questi soggetti ritratti non ci viene raccontato niente sulla loro condizione; guardando questi corpi corrosi si può soltanto partecipare all’estrema nudità del loro vivere interiore.

La natura è tutto quello che sappiamo, ma anche quello che esiste e non sappiamo nella mostra “Naturae” del 2017 all’Istituto di Cultura Portoghese, si riconosceranno tutti quelli che vogliono aprirsi all’altro ed all’altrove, spinti da quel desiderio tutto umano che è la sete di conoscenza. Lo spazio ospite a Roma, nella città dell’accoglienza, è di proprietà del popolo Portoghese, che si è caratterizzato nella vocazione al viaggio ed all’esplorazione dei nuovi mondi. Il Genius loci ha avuto una grande influenza su questa esposizione site specific, che ha affrontato il rapporto tra la natura sempre in divenire e lo spirito dell’uomo, che si ostina a cercarvi un immutabile rifugio. Tutto ciò che esiste può essere visto come un viaggio, che ha un punto di partenza ed un punto di arrivo: sia che si tratti del percorso intimo che porta l’individuo alla maturazione, sia che si tratti del viaggio che conduce l’esploratore verso un luogo sconosciuto. Ci sono percorsi emozionali che ci aprono all’amicizia dell’altro ed itinerari intellettuali, come quelli che tentiamo di fare al di fuori del nostro io, quando accogliamo chi è diverso da noi; si può viaggiare stando fermi e ci si può fermare per accogliere chi ha tanto viaggiato, si può partire insieme o da soli, cercando in ogni spostamento di vivere qualcosa di sconosciuto.

Nel 2019 con la mostra Myopisis, alla galleria Borgo di Roma, Paola Falini, trasporta lo spettatore in una nuova dimensione, nella quale guardare non è necessario. Ad osservare il mondo ci sono infatti dodici opere raffiguranti volti di donne che si prendono la responsabilità di osservare per noi il mondo che ci circonda. Il compito delle dodici donne di Paola Falini è dunque proprio quello di vedere il mondo con occhi esterni e diversi. Il loro sguardo va oltre l’osservazione diretta delle cose: nei riflessi delle splendide iridi colorate di questa nuova mostra, sembra di leggervi Marcel Proust che diceva: “ Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”.

Nel 2021, la mostra “Personae” alle antiche Fornaci romane del Canova, inizia nel ristretto di un corridoio, popolato dalle fotografie di Carmelo Daniele, che in poco spazio, riempiono il nostro confuso vivere quotidiano, impedendoci di guardarvi dentro.
Lo shock della pandemia, ha poi ci ha repentinamente sospeso le vite ed ha lasciato emergere in noi l’inquietudine di un io sconosciuto. Per andare avanti siamo stati costretti a cambiare direzione ed a salire di livello, fino a conquistarci uno spazio vuoto, dove poter accogliere l’energia della trasformazione. Oltrepassando un varco simbolico, siamo entrati nella fornace, una bolla adusa al fuoco, che non ha finestre, da cui non si può sfuggire. In quest’ambiente, che sembra scavato nella roccia, siamo circondati dai nove volti di Paola Falini, che ci guardano con la fissità di uno sguardo senza tempo e ci riconnettono con la nostra interiorità. In ognuna delle 9 opere della Falini, dove la materia pittorica è stata accumulata, strato dopo strato sulla superficie della tela, rivive la pratica del fare lento e solitario dell’arte: un procedimento di concentrato raccoglimento, che rimane leggibile nell’opera finita e che continua a vivere nello spettatore, in un rapporto che è inesauribilmente circolare . Le due opere preparate per la conferenza di Viterbo Immagine 2023 riprendono il tema di Personae e ne approfondiscono la ricerca verso lo sguardo, catturato in quei pochi determinanti secondi, in cui ci penetra diventando comunicazione. Il titolo di questa opera, che collega lo spazio di un volto al tempo dello sguardo che ci penetra, è “l’intimo e l’istante”, dove l’intimo è una scaturigine interiore dal potenziale infinito e l’istante è l’attimo con cui lo sguardo fulmina lo spettatore, che ha raccolto l’istanza di quel dialogo e che ci fa gioire della gioia che possiamo trovare negli altri. Per la scrittrice Francesca Cosentino, Paola Falini ha realizzato l’opera “Stella” che è stata presentata al pubblico dell’Auditorium di Roma in occasione della presentazione del libro “Stella Benson la cacciatrice di parole”.

Nel 2024, la mostra “Sono solo fiori” all’interno della Torretta Valadier di Ponte Milvio. Sono solo fiori” è un’antifrasi che va oltre la bellezza per raccontare l’ignoto e l’attesa, le istantanee fotografiche, di Carmelo Daniele aggiungono carne e natura reali ad ognuna delle opere.
Trovarsi sopra un fiume rende la stabilità un fatto precario. Le sale della Torretta Valadier, che sembrano essere state scavate nella pietra ed al contempo si elevano verso il cielo, sono il luogo più adatto per ospitare le opere di Paola Falini, che hanno una materia corposa eppure piena di aspettative: questa mostra di fiori che sbocciano, allestita sul fiume Tevere che scorre, diventa così la testimone di quell’arcano segreto, che è lo spirito vitale.

Mostre ed Esposizioni

29 febbraio – 10 marzo 2024 ”SONO SOLO FIORI“
Personale dell’Artista
Roma Torretta Valadier di Ponte Milvio “apertura straordinaria

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19 – 21 novembre 2021 ” PERSONAE “
Personale dell’Artista
ANTICA FORNACE DEL CANOVA
Roma Via Antonio Canova 22

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23 – 28 novembre 2019 ” FEELING ” SENSAZIONI ED EMOZIONI “
a cura di Anna Isopo Collettiva d’Arte
Roma Arte Borgo Gallery Borgo Vittorio 25

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25 ottobre – 9 novembre 2019 “LIGHT YEARS POINT_LINE_SURFACE”  – Rome Art Week 2019
Opere di Attilio Terragni, Emmanuele Lo Giudice, Paola Falini
Progetto a cura di Roberta Melasecca – Interno 14 next
Art Director Filippo M. Martines
Supervisor Cinzia Schiraldi
FORMEstudio art gallery
Roma Via di Villa San Filippo, 34

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8 – 15 marzo 2019 MYOPISIS Lo sguardo assente
a cura di Anna Isopo e fotografie di Carmelo Daniele
Roma Arte Borgo Gallery Borgo Vittorio 25

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24 – 28 novembre 2018 “STAY ON ART”
Mostra collettiva e Premio d’arte
Roma Palazzo della Cancelleria · Roma

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6 – 23 Dicembre 2017 “FARE I PORTOGHESI A ROMA”

Collettiva che ripercorre 15 anni di attività espositiva promossa dall’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma: con le opere donate dagli artisti all’IPSAR.
Istituto Portoghese di Santo Antonio
Roma Via dei Portoghesi 6

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12 Ottobre 2017 – Gennaio 2018
Personale dell’Artista
Art Lounge La Staffa
Roma Via di villa san Filippo 38/a

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19 – 29 Gennaio 2017 NATURÆ
Paola Falini e Ricciarda Azzini – fotografie di Carmelo Daniele – poesie di Alessandra Iannotta
Istituto Portoghese di Santo Antonio
Roma Via dei Portoghesi 6

IL VIAGGIO E’ ACCOGLIENZA, L’ACCOGLIENZA E’ UN VIAGGIO

La natura è tutto quello che sappiamo ed anche quello che esiste, ma che non sappiamo. In questa mostra si riconosceranno tutti coloro che vogliono aprirsi all’altro ed all’altrove, spinti da quel desiderio tutto umano che è la sete di conoscenza.

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20-27 Ottobre 2016 Sintesi” 
Personale di Paola Falini e Ricciarda Azzini – fotografie di Carmelo Daniele
Roma Via del Corso 528

Nella mostra “SINTESI”  Paola Falini ha portato sulla tela “CORROSIONI IN CORPO” ovvero il proprio mondo intimo ed emotivo, mostrando l’immagine in primo piano di torsi e membra nude che vengono colpite da una pioggia interiore. E’ avvenuto quindi il ribaltamento tra l’immagine esteriore e la vita interiore, poiché sull’ultimo stadio visibile dell’epidermide  è stato sovrapposto lo strato delle sensazioni più intime. Questi corpi sono solo apparentemente concreti e non sono totalmente astratti, ci accompagnano nella terra intermedia tra figurazione ed astrazione, dove si colloca il mistero spiazzante di una donna da cui non possiamo ricavare delle informazioni. In questi quadri l’esteriorità dell’immagine non ci aiuta ad identificare una persona, una condizione, un momento storico; niente ci informa sulla condizione dei soggetti ritratti; guardando questi corpi corrosi possiamo soltanto partecipare all’estrema nudità del loro vivere interiore.

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15–25 Ottobre 2015 “Superfici”
Personale di Paola Falini
Roma Sala Bregno -Piazza del Popolo 12

L’autrice depone all’ingresso le tracce del suo passato nel mondo della moda, il più praticato rito relazionale del nostro tempo. il vestito è la superficie con la quale l’io comunica all’esterno. Arriva poi la foresta: luogo introspettivo, di tenebre e di smarrimento, ma anche silenzioso custode di energie nascoste. Ed infine l’ultima superficie: quella della retina oculare che riceve l’impressione del mondo e nella quale si forma lo sguardo dell’artista. Un energia calma si sprigiona da questa foresta di opere alimentate dalla vita del bosco, che si mostra a noi attraverso la superficie dell’albero. La scorza che veste e protegge la linfa vitale della pianta è la stessa materia che l’autore ha utilizzato per vestire le sue emozioni. I quadri di Paola Falini sono presenze naturali, che raccontano la semplicità come forza: dove è sufficiente guardare per immergersi nei solchi vissuti della tela, nelle tracce depositate dallo scorrere e consumarsi del tempo, dove alla fine è già la superficie a rivelare ciò che inutilmente si nasconde.

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26- 28 Giugno 2015 “Una Cartolina da Capri”
Napoli Galleria Letizia Cerio Capri (Napoli)

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16 -19 Giugno 2015 “Collettiva Nicola Zabaglia”
Roma Piazza San Paolo alla Regola 43